Nato tra le campagne ciociare tre mesi prima che Pertini alzasse la Coppa del Mondo, vivo a Torino da quando ne ho memoria.

Sposato con Francesca, in dolce attesa di una bimba, lavoro da professionista nello sterminato universo della comunicazione. E sulla mia pelle, come su quella dei miei coetanei, è passato tutto il variegato catalogo dei contratti di lavoro. Tutti diversi, tutti brevi, tutti precari. Sono immerso in quella “generazione 1.000 euro” (quando ci si arriva) che se guarda al proprio futuro non può non sentire il sangue ribollire. E il bisogno di fare qualcosa per cambiarlo, quel futuro.

Nel cosiddetto tempo libero, ho sempre alimentato una passione innata per la politica e l’impegno civile.

Ho cominciato nella politica studentesca negli anni del liceo, ma ho guardato ai partiti con squisito disinteresse per tutti i miei primi 25 anni. Poi nel 2007 ho scelto di pensare al domani tuffandomi nel progetto (allora nascente) del Partito Democratico e tesserandomi per la prima volta.
Un progetto, appunto, che necessita di diverse varianti in corso d’opera.

Se vuoi che le cose cambino – mi sono detto – e meglio se fai qualcosa perchè accada.

Siccome non sono capace a dire di no, col passare degli anni il tempo libero si è ridotto e le responsabilità sono aumentate, sia nel PD torinese che nella sua organizzazione giovanile, i Giovani Democratici.

Per il PD sono stato il primo Segretario del Circolo di San Salvario (Circoscrizione 8 di Torino, eletto nel 2008 e riconfermato nel 2010) e sono attualmente membro della Direzione Provinciale di Torino. Per i GD mi sono stato Tesoriere Regionale del Piemonte, oltre che fare qualche salto sporadico a Roma per le riunioni della Direzione Nazionale. Oggi, varcati i trent’anni, ho lasciato spazio ad una nuova generazione di giovani (e giovanissimi) entusiasti.

Nella primavera del 2011 il Partito Democratico mi candida alla carica di Consigliere Comunale di Torino, il più giovane in lista (il più giovane a 29 anni? Già, è tutto detto).

Privo di “sponsor”, sostegni organizzati e senza l’appeal da “signore dei voti”, ovviamente non divento consigliere, ma insieme ad un gruppo di amici, che si allarga sempre più durante la campagna elettorale, raccogliamo comunque una inaspettata dose di preferenze personali. Attualmente sono il secondo escluso nella graduatoria degli eletti al Comune di Torino.
Sarebbe anche un segnale interessante, ma non c’è mai tempo per queste analisi.

Il tempo trascorre e qualche mese fa, come tutti gli elettori di centrosinistra, resto profondamente scosso dalla sconfitta elettorale e soprattutto dal dramma parlamentare della bocciatura della candidatura al Quirinale di Romano Prodi. Con tanti militanti, arrabbiati quanto me, cominciamo a immaginare un Partito Democratico diverso, più autorevole, più coeso, con più senso di comunità.

L’arrivo del Congresso accelera questo processo e quelle persone – così diverse nelle loro storie eppure così convinte a superare ogni divisione per un bene comune – mi chiedono di passare dal ragionamento all’azione. Nasce così questa candidatura, dalla forza di un gruppo di democratiche e democratici che hanno deciso di smettere di sognare un PD diverso, e di cominciare a costruirlo con le loro mani.

Speriamo in queste pagine di riuscire a spiegarvi dove vorremmo portare il nostro PD, con il vostro sostegno.

Matteo Franceschini

La domanda più frequente che mi fanno?
“PD… Franceschini… Ma sei mica parente di Dario?” No. :-)