Facebook: i cellulari hanno un nome (quello di un altro utente)

1 year ago by in TECNOLOGIA Tagged: , , , ,

Oggi ho incrociato un fenomeno interessante sul social network di riferimento. Sembrava che Facebook reagisse ad un codice contenente il proprio numero di cellulare, assegnando allo stesso un nome e cognome.

Wow! Come è impossibile, mi sono detto?

Lo status di una amica recitava quanto segue:

I cellulari hanno un nome

1- prendete le ultime 3 cifre del vostro numero. (es. 333.3333796-> prendere in considerazione “796″)

2- scrivete il codice @*[796:0] nello spazio dei commenti qui sotto, sostituendo i 3 numeri con i vostri.

3- rimuovete l’asterisco * dal codice e premete invio nello spazio commenti!

Ovviamente ho provato a seguire le istruzioni e il risultato col mio numero, che termina in 161 è stata la pubblicazione nel mio commento del nome “Peggy Bui”. Partendo dal presupposto razionale che le ultime tre cifre del mio numero di cellulare non possono avere un nome loro, ma incuriosito dalla reazione di Facebook a quella codifica, mi sono lanciato in una ricerca online sulla sua origine.

Come sempre, la spiegazione scientifica ammazza un po’ la magia poetica. Partiamo col dire che i cellulari non c’entrano nulla: si tratta ovviamente di una scusa per farvi scegliere un numero qualunque al quale vi sentiate in qualche modo legati. Ma potreste tranquillamente tirarlo a caso, a scelta, fino a circa 35.000.

Se notate, il codice da scrivere comincia con il carattere “@”, che nei commenti di Facebook, dall’anno scorso, identifica la ricerca di una persona da taggare nelle nostre conversazioni: digitando “@” seguito da una lettera, il sistema ci proporrà in tempo reale i primi risultati di una ricerca istantanea tra i nostri contatti che comincino con quella lettera. Ma questo lo sappiamo tutti.

Non a caso il “codice per i cellulari” comincia con quel carattere perchè si tratta di fatto di un tentativo di tag. Semplicemente, anzichè farlo sulla base del nome, lo si fa per codice numerico. Ogni utente di Facebook ha associato un ID numerico che lo descrive univocamente (come il vostro numero di cellulare?). Con quel codice voi state richiedendo a Facebook di taggare nel vostro commento la persona che corrisponde nelle cifre a quell’ID.

La prima scoperta quindi è che non si tratta di nomi a caso, ma di persone realmente esistenti e che sono iscritte a Facebook! Semplicemente non vengono evidenziate nella tradizionale colore blu dei tag perchè, con tutta probabilità, quelle persone non sono tra i vostri contatti. Ma tutto questo non vale per tutti.

Il fenomeno in realtà fa leva su un vecchio sistema di identificazione degli utenti (poi abbandonato) che Facebook aveva agli albori della sua esistenza e che faceva leva soltanto sulle ultime 3 cifre dell’ID. Comprende circa le prime 35 mila persone che si sono iscritte al social network a metà degli anni Duemila.

In sostanza quindi potete inserire in quel codice qualunque numero, da 1 a 35.650 ottenendo come risultato il nome e il cognome di un iscritto a Facebook da allora e che lo sia rimasto. Coloro che si sono cancellati o che per ragioni tecniche di aggiornamento degli ID non siano mai esistiti vi restituiranno un errore e, anzichè l’accoppiata “nome cognome” otterrete “2048″. I numeri dall’1 al 3 sono già di questo tipo, così come gli ultimi tre della serie. Ma il primo ID utile, ovvero il “4″, corrisponde nientemeno che al padre di Facebook, Mark Zuckerberg (provare per credere).

Nelle istruzioni si precisa che, dopo aver scritto il carattere “*” (compreso tra l’”@” e la prima parentesi quadra) è necessario cancellarlo prima di premere invio per confermare il commento. Questo è necessario perchè il sistema di ricerca sui tag in realtà comincia a funzionare ad ogni pressione di un nuovo tasto… e non inserendo il carattere di blocco “*” vi ritrovereste a poter ricercare soltanto tra i vostri contatti senza riuscire a scrivere l’intera stringa. Cancellare l’asterisco come ultima azione prima di premere Invio vi assicura invece che il vostro commento possa essere interpretato come tag immediatamente dopo la pubblicazione del commento.

Enjoy. :-)

L’origine principale di questo fenomeno l’ho pescata qui.

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